"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

mercoledì 5 aprile 2017

RITRATTI D'AUTORE. Primi piani di scrittori di Terra d'Otranto. Rubrica di Alessandra Peluso



 
MARTHIA CARROZZO




Lo scorso 21 marzo 2017 in occasione della “Giornata Mondiale della Poesia”, presso il chiostro del Rettorato di Lecce, in seguito all’invito del Professore Carlo Alberto Augieri, ho conosciuto Marthia Carrozzo.

Senza alcuna forma di artifici, spontaneamente e in modo magico come solo la poesia può fare, mi sono seduta accanto a Marthia, attratta da un viso dolce, un occhietto scuro, una figura filiforme. Vestita come una Musa, emozionata per la sua performance… l’ascolto. Scuote, dà brividi, ammalia.

Marthia è poetessa, attrice e autrice di testi per la musica e il teatro. È una scoperta. Una piacevolissima rivelazione da condividere con quei salentini e non, che ancora non conoscono Marthia. E' di origine salentina. Nasce a Lecce, la cosiddetta "Firenze del Sud", e non è un caso che Marthia viva e lavori, per l'appunto, a Firenze.


La sua formazione teatrale la induce, sin dagli esordi, in una ricerca poetica personale che si propone di restituire la parola al corpo, sino a fare dei suoi testi, quasi spartiti di fiato e voce. Una creatività fuori dal comune e una postura elegante rendono le sue parole un vissuto dell’anima attraverso gesti scenici compunti. Si occupa di riscritture di miti, restituiti e riattualizzati in chiave contemporanea. Presente in antologie di rilievo, la sua prima silloge, “Utero di Luna”, Besa, con prefazione di Alda Merini; poi, nel 2012, il poemetto “Di bellezza non si pecca eppure - Trilogia di Idrusa”, Kurumuny, con prefazione di Lello Voce, oggetto di studio e traduzione nel IV Seminario Internacional sobre Lengua y Literatura, presso la Facultad de Letras de la Universidad del País Vasco; mentre, il suo ultimo lavoro, “Piccolissimo compianto all’incompiuto”, già pubblicato in estratti, in “Poesia”, mensile internazionale di cultura poetica, Crocetti, n. 306, luglio/agosto 2015, con una nota di Maria Grazia Calandrone, ha recentemente visto le stampe per Besa Editrice, a luglio 2016, con prefazione di Danio Manfredini.

Un portento. Una forza della natura che esprime nelle parole, attraverso il mito, scrivendo storie di raffinata bellezza e singolare poesia.

Marthia Carrozzo possiede anche un entusiasmo contagioso. Energia che senti, ti arriva, ti attraversa e ti conduce a muoverti, avvalorata dalla sua grinta.

Potrebbe a prima vista apparire scostante, a tratti inafferrabile, ma se ci si lascia seguire dai suoi occhi, tutto scorre: le parole, i sorrisi, gli abbracci, e la bellezza della poesia sconvolgono senza nemmeno chiedersi il perché.

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