"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

lunedì 16 gennaio 2017

RITRATTI D'AUTORE. Primi piani di scrittori di Terra d'Otranto. Rubrica di Alessandra Peluso.



ELISABETTA LIGUORI



Dolcezza, smisurata dolcezza attorniata dall’entusiasmo e la sorpresa di presentare la nuovissima pubblicazione “Lo spazio dentro” (Musicaos Edizioni). È ciò che manifesta nell’immediato Elisabetta Liguori.

Una donna che ho ammirato da lontano, pur senza averla conosciuta personalmente; avendo avuto nei suoi confronti una sensazione di irraggiungibilità, forse dovuta anche a momenti di vita differenti, per i quali non ci è stata data la possibilità di incontrarci. L’ho mirata comunque, essendo consapevole della sua bravura e competenza in ambito letterario. Ebbene, Elisabetta Liguori, finalmente è qui, di fronte, ci separa un tavolo circolare di un bar nella bella Lecce: è dolcissima, sensibile, riservata, vigile. Ricerca l’essenza e vive del dubbio, e come forma di terapia si dedica alla scrittura all’incirca da vent’anni. Ama conoscersi, conoscere, e condividere l’arte dello scrivere e della lettura con tanti amici, con associazioni con le quali collabora attivamente.

Utilizza le esperienze vissute nel lavoro che svolge presso il Tribunale dei Minori come trame dei suoi libri; ha, per l’appunto, abitualmente la vicinanza di accadimenti tristi vissuti dai bambini, dagli adolescenti, e poi, li traduce in un secondo momento in parole e crea ad arte scrigni aperti a chiunque li voglia sfogliare. Ad esempio, nel 2013 scrive “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore), una favola per adulti, nella quale la protagonista è una bambina nata un anno dopo l’arrivo della madre nigeriana, e successivamente abbandonata.

Elisabetta è una donna col sorriso. È una donna che nonostante la sua maturità letteraria, la sua destrezza, non è saccente. Conserva e dimostra le insicurezze, impercettibili ai più, che possiede e annienta con un sorriso e attraverso degli occhi luccicanti. Ciò che imbarazza è appunto la sua semplicità nel mostrarsi, nel parlare, annunciando un’anima complicata e intrigante, ricca di spigolosi dettagli della sua esistenza; l’essere bambina che primeggia, ad esempio, quando mi presenta il libro “Lo spazio dentro” dedicato agli adolescenti, appena consegnatogli dall’editore Luciano Pagano. È stata un’emozione anche per me, nel vederla. E inoltre, della necessità di scrivere, della riverenza che riserva nei confronti della letteratura e della poesia.

Vale la pena conoscere Elisabetta Liguori, leggere i suoi libri, come “Il secondo giorno. Kiss for my angel” (Musicaos Editore), un romanzo dal genere fantasy, nel quale l’amore e la libertà sono il motore di una storia intrisa di realtà e di fantasia, alla ricerca della verità. Curioso il protagonista: un angelo, necessario per comprendere il visibile e custodirlo nell’invisibile. E da Porto Cesareo, a New York, passando da Roma, sino a giungere nel suo nido, Lecce, e qui, Elisabetta tiene la rotta.

A Lecce, vive e lavora. Apprezzata e stimata, la scrittrice Elisabetta Liguori trova nel lavoro, nella famiglia, nella scrittura tutto ciò che ama, sufficiente per essere felice e sentirsi gratificata. Per lei le amicizie, la scrittura, sono un conforto dell’anima; ciò che è frivolo, i luccichii delle luci della ribalta non sembrano affatto affascinarla. È attratta, infatti, dal suo essere bambina, dalla fragilità degli altri bambini, dall’essere indifesi a volte, e questi aspetti hanno condotto Elisabetta a trasformarsi in guerriera e a difenderli proprio mediante la scrittura. Raccontando le storie dei ragazzi, pare come se, in qualche modo, li potesse far sentire meno soli.

In bocca al lupo, allora, Elisabetta per il tuo nuovo libro “Lo spazio dentro”, affinché ci sia “spazio” sempre per tutti.         

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