"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

giovedì 16 ottobre 2014

io e billy, di Loiuse Booth



 La copertina del libro edito da Sperling & Kupfer, 2014



Il 4 novembre in libreria vi attende una storia commovente:

Fraser è un bambino autistico di tre anni, spesso preda di scatti di rabbia, di accessi di pianto. Un giorno la sua mamma accoglie in casa un gatto trovatello che un’associazione che protegge gli  animali abbandonati le ha proposto. Il gatto al principio si comporta quasi come una creatura selvatica, ribelle e imprevedibile. Forse proprio per questa sua carica dirompente e per la sua capacità di creare un autentico scompiglio nella casa di Balmoral, dove Louise vive con i suoi bambini perché il marito lavora alla manutenzione della tenuta reale, il gatto Billy cattura l’attenzione di Fraser e riesce a stimolare in lui l’autocontrollo e soprattutto il desiderio di comunicare e di manifestare i propri sentimenti. Quello di Fraser e di Billy non è il primo esempio, e non sarà nemmeno l’ultimo, di come la compagnia degli animali possa aiutare i bambini a ricomporre la loro affettività e a trovare autonomamente  un equilibrio che non essendo imposto dagli adulti viene sperimentato come una conquista personale. Louise racconta la storia del suo piccolo e del gattino lasciando trapelare la gioia che ha provato nell’assistere viavia all’avverarsi di un miracolo. Nessun episodio comico o commovente è tralasciato e il lettore impara a godere di questo immenso sollievo insieme con l’autrice.

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