"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

lunedì 20 ottobre 2014

Evento, di Slavoj Zizek



 La copertina del libro edito da UTET, 2014




Che si tratti di un’importante decisione esistenziale o di un disastro naturale devastante, di una rivolta politica violenta o di un’illuminazione religiosa, di un avvenimento mondano o di una lieta novella, c’è sempre qualcosa di dirompente, inaspettato e addirittura miracoloso in un “evento”: concetto tra i più rilevanti della storia del pensiero e insieme tra i più ambigui, caratterizzato da ben più di cinquanta sfumature. Che cos’è l’evento? Una trasformazione nel modo in cui il mondo ci appare o un cambiamento nella realtà stessa? Entrambe le cose – e molto di più – ci spiega con chiarezza e ironia Slavoj Žižek, uno dei più celebri e apprezzati filosofi viventi, spaziando con lo stile irresistibile che gli è proprio tra excursus scientifici e barzellette sconvenienti, tra aneddoti storici e spiazzanti citazioni dai film. Insomma: dal Big Bang agli haiku Zen, passando per il waterboarding, Hegel, Buddha e Lars von Trier, senza tralasciare neppure una rapida ma efficacissima disamina dell’“evento” pop Gangnam Style.
Perché per Žižek l’evento può essere la chiave per comprendere uno spettro straordinariamente ampio di fenomeni delle nostre vite. Perfino l’amore: la nascita di «qualcosa di nuovo in grado di sovvertire gli schemi», un evento personalissimo e dirompente al di là di ogni causa e fattore spiegabile.
Traduzione di Edoardo Acotto


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