"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

martedì 23 settembre 2014

Il nazista e lo psichiatra, di Jack El-Hai



 La copertina del libro edito da Rizzoli, 2014




 
Un libro scelto per voi, vi condurrà negli abissi della storia:  
 
Nel 1945 Douglas Kelley vegliò sulla salute mentale dei gerarchi nazisti, seguendoli dall’istruzione fino alle prime fasi del processo di Norimberga. Poté studiarli da vicino, li sottopose a un’imponente mole di test e raccolse interi quaderni di appunti rimasti finora inediti, prese nota di vezzi, debolezze e meschinità: dalla falsa amnesia di Rudolf Hess alle farneticazioni mistiche di Alfred Rosenberg, dagli strani effetti personali portati alla luce dalle perquisizioni ai capricci del vero coprotagonista di questo libro: il pachidermico, fatuo, narcisista e magnetico Hermann Göring, il maresciallo del Reich. “La personalità più interessante del carcere”, annotò Kelley sul proprio quaderno, il solo detenuto che avrebbe potuto guidarlo verso quell’abisso dell’animo umano che era impaziente di esplorare. Le conclusioni della sua indagine furono sorprendenti: i nazisti non erano fantocci che “obbedivano agli ordini”, ma persone ambiziose, aggressive, intelligenti e spietate “come uomini d’affari”. Il “germe” nazista che aveva sperato di trovare non esisteva: “Sono certo che anche in America ci siano persone disposte a scavalcare i cadaveri di metà della popolazione americana pur di ottenere il controllo dell’altra metà” concluse, senza mai riuscire a lasciarsi davvero alle spalle quell’esperienza che aveva scosso nel profondo i suoi presupposti e gettato i semi della sua stessa rovina. Il risultato è la storia di un corpo a corpo psicologico tra due personaggi ambigui e complessi, paradossalmente affini; un viaggio sconcertante sul confine tra bene e male. 


www.rizzoli.eu

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