"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

venerdì 26 settembre 2014

Il desiderio e la ricerca del tutto, di Frederick Rolfe

 
 La copertina del libro edito da Castelvecchi, 2014



Nicholas Crabbe è uno scrittore inglese che soggiorna a Venezia. Insofferente e smanioso, decide di cambiare aria e intraprende un viaggio in barca verso sud. Tra le macerie di un villaggio calabrese devastato dal terremoto salva una ragazza sedicenne, Ermenegilda. Soave e quasi asessuata, l’adolescente è una figura ambigua che Crabbe accoglie sotto la sua protezione. Tuttavia, tornato a Venezia con l’androgina compagna, lo scrittore è riassalito dalla paranoia che sempre gli fa «scambiare un volonteroso amico per un nemico in agguato». Autobiografia non dichiarata di un autore geniale quanto tormentato, Il desiderio e la ricerca del tutto è la disperata confessione di un uomo che non sapeva amare e non riusciva ad essere amato, una rêverie erotica in cui manie di persecuzione ed egocentrismo, afflati religiosi ed esoterici, si alternano sullo sfondo languido e pittoresco della laguna veneziana. Il titolo rimanda al tema platonico della metà perduta, dell’amore ideale che rende completo l’essere. Scritto verso il 1909, il romanzo è rimasto inedito fino alla morte di Rolfe a causa della malcelata allusione a una relazione omosessuale ed è stato pubblicato postumo solo nel 1934.


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