"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

martedì 19 agosto 2014

Avaro nel tuo pensiero, di Lorenzo Calogero



 La copertina del libro edito da Donzelli, 2014 




A sessant’anni dalla sua solitaria composizione (ottobre 1955), finalmente i lettori italiani avranno l’occasione di scoprire una delle più belle raccolte poetiche del Novecento, rimasta sino a oggi inedita, dopo la morte del grande poeta calabrese. Pur essendo una raccolta organica predisposta dall’autore per una pubblicazione, Avaro nel tuo pensiero non fu, inspiegabilmente, inclusa nei due volumi di opere edite e inedite messi insieme da Lerici e Tedeschi all’indomani della morte del poeta, nell’effimero clamore del caso Calogero, né ha potuto essere riesumata prima d’oggi, nonostante la puntuale e autorevole segnalazione di Amelia Rosselli, che nel 1980 ne scelse e commentò alcuni componimenti per la rivista «Tabula», e nonostante i molti auspici e annunci di studiosi e di editori ad essa succeduti.
All'interno del flusso ininterrotto degli oltre 800 quaderni autografi in cui si riversò l'intera vita del poeta calabrese, Avaro nel tuo pensiero rappresenta un eccezionale momento di concentrazione del lavoro quotidiano di scrittura e assume il significato di un approdo rilevante, forse decisivo, anche rispetto alle raccolte di poco precedenti e coeve. Con un colpo d’ala il poeta di Parole del tempo si affranca totalmente da ogni traccia di epigonismo ermetico, e mostra una sicurezza di costruzione formale, ritmica, e una progressività incalzante del discorso poetico, che s’impongono idealmente nel panorama della poesia di quel tempo con una originalità e una forza singolari. Il lavoro linguistico affina e assottiglia, sino ad esiti di sorprendente lucidità, i materiali di un’esperienza esistenziale e umana, che in lui fu e appare prossima al nulla. Di questo nulla, riportato in un crudo e gentile arabesco di segni, Calogero fa dono ai lettori d’oggi come di un’eredità impegnativa, assoluta.


Nato e a lungo vissuto appartato a Melicuccà (Reggio Calabria), Lorenzo Calogero (1910-1961) studiò ingegneria e poi medicina a Napoli, dove conseguì la laurea nel 1937. Esercitò saltuariamente la professione medica fino al 1955, dedicandosi intanto alla filosofia e alla poesia. Tentò di stabilire contatti con poeti, riviste ed editori importanti ma senza successo, mentre la scrittura prendeva sempre più la forma di un destino e di una vocazione assoluti. È morto in circostanze mai definitivamente chiarite, nella sua casa di Melicuccà, nel marzo 1961. Dopo la morte, nel 1962, scoppiò un vero e proprio caso letterario e Calogero venne salutato come un nuovo Rimbaud. Poi, improvvisamente, di nuovo l’oblio. La storia letteraria ha lasciato fino a oggi nell’ombra una delle voci più alte del Novecento poetico italiano.


www.donzelli.it

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